Cos’è un RAIF lussemburghese?
Il RAIF Lussemburgo rappresenta una soluzione innovativa e flessibile per la strutturazione di fondi di investimento alternativi riservati. Introdotto dalla Legge del 23 luglio 2016, il RAIF (Reserved Alternative Investment Fund) si rivolge esclusivamente a investitori professionali e istituzionali. Questo veicolo non richiede autorizzazione preventiva da parte della CSSF, ma deve essere gestito da un AIFM autorizzato ai sensi della Direttiva 2011/61/UE (AIFMD). Così, il RAIF combina la rapidità di costituzione con la protezione degli investitori garantita dalla supervisione indiretta esercitata tramite l’AIFM.
Il RAIF si adatta a molteplici strategie: immobiliare, private equity, debito e infrastrutture. In pratica, i promotori scelgono tra diverse forme giuridiche, tra cui SCA, Sàrl, SA e SCS. Questa flessibilità consente di configurare la governance e il regime di responsabilità secondo le esigenze operative e di compliance. Da qui, il RAIF si distingue per la sua capacità di rispondere rapidamente alle esigenze di mercato, riducendo i tempi di lancio rispetto ai fondi regolamentati tradizionali.
Caratteristiche principali del RAIF
- Riservato a investitori professionali e istituzionali
- Non necessita di approvazione preventiva della CSSF
- Gestito obbligatoriamente da un AIFM autorizzato
- Piena flessibilità nella scelta della strategia e della struttura giuridica
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RAIF vs SIF: differenze regolamentari e strutturali
Molti investitori confrontano il RAIF con il SIF (Specialized Investment Fund), regolato dalla Legge del 13 febbraio 2007. Il RAIF si differenzia principalmente per il regime di autorizzazione. Il SIF richiede la preventiva approvazione e supervisione della CSSF, mentre il RAIF viene costituito senza attesa dell’autorizzazione, consentendo un time-to-market molto più rapido.
Supervisione e governance
Nel SIF, la CSSF esercita un controllo diretto e costante. Nel RAIF, invece, la responsabilità della conformità normativa ricade sull’AIFM incaricato. In questo modo, il promotore può lanciare nuove strategie e compartimenti senza sottoporre ogni modifica a un iter autorizzativo specifico. Questo si rivela essenziale per operazioni immobiliari e di private equity, dove la velocità esecutiva costituisce un vantaggio competitivo.
Limiti di investimento e diversificazione
Sia il RAIF sia il SIF possono adottare politiche di investimento molto simili. Entrambi prevedono regole di diversificazione, ma il RAIF può derogare a tali limiti se istituito come fondo di tipo “closed-ended” o se investe prevalentemente in beni reali come immobili o infrastrutture. Invece, il SIF sottostà a limiti più stringenti, soprattutto in fase iniziale e per attività tradizionali.
- RAIF: Nessun controllo preventivo CSSF. Supervisione tramite AIFM. Possibilità di derogare ai limiti di diversificazione in determinati casi.
- SIF: Supervisione diretta CSSF. Limiti di diversificazione più rigidi. Iter autorizzativo più lungo.
Regime fiscale del RAIF e taxe d’abonnement
Il regime fiscale del RAIF costituisce uno dei punti di forza del veicolo. Il RAIF non è soggetto all’imposta sul reddito delle società. Esso beneficia di una tassazione indiretta tramite la taxe d’abonnement, fissata allo 0,01% annuo sul valore netto degli attivi. Si applica su base trimestrale, con alcune esenzioni per specifiche categorie di attivi (ad esempio, investimenti in altri OICVM, strumenti monetari e cash).
Il RAIF immobiliare può scegliere la tassazione specifica prevista per i fondi immobiliari (RAIF-FIAR), che prevede l’imposizione sulla base della Legge del 23 luglio 2016. Questa opzione risulta particolarmente vantaggiosa per strategie immobiliari e infrastrutturali. Invece, per veicoli di private equity e debito, il regime ordinario garantisce piena efficienza fiscale, grazie anche all’assenza di ritenute su dividendi e plusvalenze distribuite agli investitori non residenti.
- Aliquota standard taxe d’abonnement: 0,01% annuo
- Esenzioni per cash, OICVM e alcune partecipazioni
- Nessuna imposta sul reddito delle società
- Nessuna ritenuta su dividendi e plusvalenze estere
Vantaggi fiscali per compartimenti specializzati
Quando si struttura un RAIF in compartimenti, si applica la fiscalità per ciascun sub-fondo. Così, ogni compartimento può beneficiare individualmente delle esenzioni e del regime agevolato, anche in presenza di strategie miste o asset class differenziate.
Strutturazione in compartimenti sotto il regime RAIF
Il RAIF consente di adottare una struttura a compartimenti (sub-funds), ciascuno con propria politica d’investimento, valuta e regime fiscale. Questa caratteristica si rivela particolarmente efficace per manager che desiderano gestire più strategie o veicoli sotto lo stesso ombrello giuridico.
Separazione patrimoniale e rischio
Ciascun compartimento rappresenta un patrimonio separato, sia a livello contabile sia giuridico. Le passività di un compartimento non influenzano le altre, garantendo una forte protezione degli investitori. In pratica, tale separazione permette la gestione parallela di fondi immobiliari, private equity, debito e infrastrutturali all’interno dello stesso RAIF.
- Ogni compartimento può avere propri asset, passività e politica di distribuzione
- Possibilità di lanciare nuovi compartimenti senza iter autorizzativo CSSF
- Separazione giuridica e contabile tra compartimenti
Flessibilità e governance
Il promotore può adattare la governance alle esigenze di ciascun compartimento. Ad esempio, può nominare comitati d’investimento differenziati, strutturare fee e waterfall specifici, oppure adottare diversi service provider tra i compartimenti.
Costituzione di un RAIF: requisiti, tempistiche e designazione dell’AIFM
La costituzione di un RAIF richiede la scelta della forma giuridica più idonea, la predisposizione di un regolamento di gestione e la nomina di un AIFM autorizzato. Il promotore presenta i documenti costitutivi presso un notaio lussemburghese. Non essendo soggetto ad approvazione CSSF, il RAIF può iniziare le attività immediatamente dopo la registrazione presso il Registro delle Imprese (RCS).
Tempistiche e compliance
La rapidità costituisce un vantaggio competitivo. In media, si completa la costituzione di un RAIF in due-tre settimane, a seconda della complessità della struttura e della tempestività nella raccolta delle sottoscrizioni iniziali. L’AIFM selezionato assume la responsabilità della compliance, gestione del rischio e reporting regolamentare. Questo include l’adempimento delle norme AML/KYC, la redazione del prospetto informativo e la gestione della trasparenza verso gli investitori.
- Scelta della forma giuridica (SA, SCA, Sàrl, SCS, SCSp)
- Redazione del regolamento di gestione
- Nomina di un AIFM conforme alla Direttiva 2011/61/UE
- Deposito degli atti e iscrizione al RCS
- Avvio operatività senza autorizzazione CSSF
Ruolo dell’AIFM
L’AIFM svolge la funzione di garante dell’adeguatezza della struttura rispetto agli standard normativi europei. Si occupa della gestione del rischio, della valutazione degli asset, della reportistica AIFMD e della supervisione dei fornitori di servizi (depositario, amministratore, revisore).
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