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RAIF Lussemburgo: guida completa al fondo di investimento alternativo riservato

da | Ago 6, 2026 | Fondi di investimento, Fondo di investimento alternativo (GEFIA)

Cos’è un RAIF lussemburghese?

Il RAIF lussemburghese (Fondo di Investimento Alternativo Riservato) rappresenta una soluzione innovativa per investitori istituzionali e professionali. Il RAIF non richiede l’autorizzazione preventiva della CSSF, ma si struttura sotto la supervisione di un AIFM autorizzato ai sensi della Direttiva 2011/61/UE (AIFMD). Questo modello consente un time-to-market estremamente rapido e una grande flessibilità operativa. Il RAIF si rivolge a strategie immobiliari, private equity, debito privato e infrastrutturali. La Legge del 23 luglio 2016 disciplina la struttura e il funzionamento di questi veicoli. Il RAIF può assumere qualsiasi forma giuridica prevista dalla Legge del 10 agosto 1915, inclusi S.A., S.C.A., S.à r.l. e S.C.Sp.

Molti gestori preferiscono il RAIF per la sua rapidità di costituzione. L’investitore ottiene così accesso tempestivo ai mercati target. Il RAIF si rivolge esclusivamente a investitori professionali e ben informati, garantendo un livello di sofisticazione elevato. Il RAIF non è soggetto a limiti geografici per la tipologia di asset sottostanti. Così, sia i fondi immobiliari che quelli di private equity possono beneficiare della stessa architettura regolamentare.

Per approfondire la struttura e i vantaggi del RAIF in Lussemburgo, si rimanda alla guida dettagliata: RAIF in Lussemburgo.

RAIF vs SIF: differenze regolamentari e strutturali

Sebbene RAIF e SIF condividano alcune caratteristiche, esistono differenze sostanziali. Il SIF (Fondo d’Investimento Specializzato) necessita dell’autorizzazione e della vigilanza diretta della CSSF, con conseguenti tempistiche più lunghe e costi maggiori. Il RAIF, invece, si basa su una supervisione indiretta tramite l’AIFM, che garantisce la compliance normativa e la protezione degli investitori. Questa distinzione impatta direttamente sulla velocità di lancio e sul livello di controllo regolamentare.

Il SIF risulta idoneo per gestori che desiderano un regime autorizzativo diretto. Il RAIF si adatta a chi privilegia rapidità e flessibilità. Entrambi i veicoli possono adottare la struttura a compartimenti multipli, ma il RAIF offre maggiore libertà nella scelta degli asset sottostanti. Nondimeno, il SIF rimane soggetto a limiti di concentrazione e a una soglia minima d’investimento di 125.000 euro, soglia che vale anche per il RAIF.

La Legge del 23 luglio 2016 regola il RAIF, mentre la Legge del 13 febbraio 2007 disciplina il SIF. Scegliere tra RAIF e SIF dipende dagli obiettivi strategici, dalle esigenze di compliance e dalla natura degli investitori target.

Regime fiscale del RAIF e taxe d’abonnement

Il regime fiscale del RAIF favorisce la neutralità fiscale, elemento chiave per gli investitori internazionali. Il RAIF beneficia di un’esenzione dall’imposta sul reddito delle società, sull’imposta sul patrimonio e sulle plusvalenze, tranne nei casi di RAIF strutturati come S.à r.l. con strategia di tipo credito/debito privato. In queste ipotesi, il RAIF può essere soggetto a tassazione ordinaria, rendendo essenziale la pianificazione fiscale preventiva.

Il RAIF è soggetto alla taxe d’abonnement dello 0,01% annuo sul patrimonio netto. Tuttavia, alcuni asset, come partecipazioni in altri fondi e strumenti del mercato monetario, possono beneficiare di esenzioni specifiche. Il sistema di compartimenti consente una gestione efficiente della fiscalità su base segregata. Così, ogni compartimento viene trattato come entità fiscale autonoma ai fini della taxe d’abonnement.

I dividendi e le plusvalenze distribuiti dal RAIF non sono soggetti a ritenute alla fonte lussemburghesi. Da qui, il RAIF si configura come uno strumento neutrale e fiscalmente efficiente per investitori cross-border. La scelta della giurisdizione lussemburghese permette di accedere a numerose convenzioni contro la doppia imposizione. La CSSF non impone ulteriori oneri fiscali specifici oltre a quelli previsti dalla legge.

Strutturazione in compartimenti sotto il regime RAIF

La struttura a compartimenti rappresenta un vantaggio competitivo per il RAIF lussemburghese. Il fondo può istituire più compartimenti, ciascuno con una politica d’investimento autonoma, portafoglio e responsabilità separata. Ogni compartimento opera come sub-fund indipendente, garantendo la segregazione patrimoniale e la protezione dai rischi degli altri compartimenti. Così, i gestori ottimizzano la gestione multi-strategica e multi-asset senza dover costituire veicoli separati.

Il regime dei compartimenti consente una contabilità separata per ciascun sub-fund. Gli investitori possono scegliere di allocare il capitale su singoli compartimenti in base al profilo di rischio e alle strategie desiderate. Il RAIF può configurare compartimenti focalizzati su asset immobiliari, private equity, debito o infrastrutture, rispondendo alle esigenze di diversificazione e flessibilità. Questa modularità facilita l’ampliamento del fondo e l’adattamento rapido alle opportunità di mercato.

In pratica, il rischio legale e finanziario resta limitato al compartimento di riferimento. La Legge del 23 luglio 2016 garantisce la piena efficacia di tale segregazione anche nei confronti dei creditori.

Costituzione di un RAIF: requisiti, tempistiche e designazione dell’AIFM

La costituzione di un RAIF richiede il rispetto di requisiti specifici. Il fondo deve avere un capitale minimo di 1.250.000 euro, da raggiungere entro dodici mesi dalla costituzione. Gli investitori devono essere professionali o ben informati. L’atto costitutivo indica la politica di investimento, il funzionamento dei compartimenti e la designazione dell’AIFM.

Il RAIF opera esclusivamente sotto la gestione di un AIFM autorizzato e regolamentato. L’AIFM assicura il rispetto della normativa AIFMD, compresi i requisiti di risk management, valutazione degli asset e trasparenza. La scelta dell’AIFM rappresenta un elemento strategico. Gestori con licenza europea possono sfruttare il passaporto AIFMD per la distribuzione cross-border.

Il processo di costituzione si conclude in tempi rapidi, spesso in meno di tre settimane. Non essendo soggetto all’approvazione preventiva della CSSF, il RAIF può iniziare le operazioni subito dopo il deposito dell’atto costitutivo presso il Registro del Commercio e delle Società (RCS). La governance deve riflettere le best practice di mercato, inclusa la nomina di depositario, revisore e altri service provider qualificati.

La struttura normativa lussemburghese offre solidità e sicurezza giuridica. Per approfondire le soluzioni di strutturazione di fondi immobiliari, private equity e debito, consultate i servizi dedicati di Damalion: fondi immobiliari, private equity, debito privato.

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