Cos’è un RAIF lussemburghese?
Il RAIF lussemburghese, acronimo di Reserved Alternative Investment Fund, rappresenta una soluzione innovativa per la strutturazione di fondi di investimento alternativi. La Legge del 23 luglio 2016 ha introdotto il RAIF per rispondere alle esigenze di rapidità, flessibilità e accessibilità nella creazione di veicoli d’investimento riservati agli investitori professionali e istituzionali. Il RAIF non richiede l’autorizzazione preventiva della Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF). Invece, la vigilanza ricade sull’AIFM, un gestore di fondi di investimento alternativi pienamente autorizzato, che garantisce il rispetto della Direttiva AIFMD. Questa struttura consente di accelerare il go-to-market del fondo, mantenendo elevati standard di governance e compliance.
Il RAIF trova applicazione ideale per strategie di private equity, fondi immobiliari, debito privato e investimenti infrastrutturali. Il veicolo si adatta anche a strutturazioni multi-asset e multi-comparto, offrendo grande flessibilità nella gestione delle diverse strategie. In pratica, i promotori possono lanciare un fondo in pochi giorni, a condizione che tutte le parti coinvolte rispettino i requisiti normativi. La mancanza di supervisione diretta della CSSF non esonera dall’obbligo di designare service provider esperti in materia lussemburghese, tra cui depositario, amministratore e revisore contabile.
Il RAIF può assumere diverse forme giuridiche, tra cui SICAV, SICAF o SCS/SCSp. La scelta della struttura legale influisce su governance, fiscalità e governance interna. Per approfondimenti sulle caratteristiche e i vantaggi, consultate la nostra pagina dedicata al RAIF in Lussemburgo.
RAIF vs SIF: differenze regolamentari e strutturali
Molti investitori confrontano il RAIF con il SIF (Specialised Investment Fund), introdotto dalla Legge del 13 febbraio 2007. Sebbene entrambi i veicoli si rivolgano a investitori sofisticati e condividano una struttura simile, presentano differenze sostanziali. Il SIF richiede l’autorizzazione preventiva e la supervisione continua della CSSF. Al contrario, il RAIF si basa sulla supervisione indiretta tramite l’AIFM, eliminando la necessità di approvazione della CSSF per la costituzione.
Questa differenza produce un impatto diretto sulle tempistiche di lancio. Il RAIF consente di operare già dal momento della costituzione, mentre il SIF diventa operativo solo dopo l’approvazione regolamentare. Entrambi rispettano la Direttiva AIFMD e devono designare un AIFM autorizzato. Tuttavia, la struttura del RAIF favorisce maggiore competitività ed efficienza operativa per sponsor e promotori internazionali.
Dal punto di vista operativo, sia RAIF che SIF possono adottare una struttura a compartimenti multipli, separando i rischi e le attività di ciascun comparto. Nondimeno, il RAIF si distingue per la rapidità di adattamento a nuove strategie e per la semplificazione dei processi di modifica della documentazione legale. Ciononostante, il SIF rimane preferibile per investitori che privilegiano una sorveglianza regolamentare diretta e costante.
Regime fiscale del RAIF e taxe d’abonnement
Il regime fiscale del RAIF costituisce uno dei principali fattori di attrattività. Il RAIF, se strutturato come SICAV o SCSp, beneficia di esenzione dall’imposta sul reddito delle società e dall’imposta sul patrimonio. Invece, il fondo è soggetto a una tassa annuale, denominata “taxe d’abonnement”, pari allo 0,01% annuo del valore netto degli attivi, calcolata trimestralmente. La Legge del 23 luglio 2016 disciplina in dettaglio tale regime.
Alcune categorie di attività, come investimenti in fondi ETF e determinati strumenti monetari, possono beneficiare di ulteriori esenzioni dalla taxe d’abonnement. Di conseguenza, la struttura fiscale rende il RAIF particolarmente competitivo rispetto a veicoli domiciliati in altre giurisdizioni. In aggiunta, il Lussemburgo garantisce una solida rete di trattati contro la doppia imposizione, agevolando la pianificazione fiscale internazionale.
Per i RAIF immobiliari o di private equity, la scelta della forma giuridica influenza il trattamento fiscale degli utili distribuiti agli investitori. Ad esempio, la SCSp offre trasparenza fiscale, consentendo la tassazione diretta a livello degli investitori. Segnatamente, il RAIF non è automaticamente soggetto all’IVA, ad eccezione di specifici servizi ricevuti. Pertanto, una consulenza specialistica risulta imprescindibile per ottimizzare la struttura e ridurre l’impatto fiscale complessivo.
Strutturazione in compartimenti sotto il regime RAIF
Il RAIF consente la costituzione di compartimenti distinti, ciascuno con autonomia patrimoniale e gestionale. Questa caratteristica favorisce la segregazione dei rischi, fondamentale per investitori istituzionali che desiderano separare strategie, asset class o geografie. Ogni compartimento può adottare una politica di investimento, valuta di riferimento e ciclo di vita differenziati.
La strutturazione multi-comparto permette di lanciare nuove strategie senza la necessità di costituire un nuovo fondo. Gli sponsor possono così rispondere rapidamente alle evoluzioni del mercato, ottimizzando i costi di strutturazione e governance. In pratica, la separazione patrimoniale tra compartimenti protegge gli investitori da eventuali passività insorte in altri compartimenti. La Legge del 10 agosto 1915, integrata dalla normativa RAIF, disciplina tale meccanismo.
I compartimenti possono essere chiusi, aperti o semiaperti, adattandosi alle diverse esigenze di liquidità e investimento degli investitori. Le regole interne e le politiche di distribuzione variano in funzione della strategia sottostante. Da qui, la personalizzazione dei compartimenti rappresenta uno strumento di grande valore per asset manager e family office in cerca di soluzioni tailor-made.
Costituzione di un RAIF: requisiti, tempistiche e designazione dell’AIFM
Requisiti chiave per la costituzione
Per costituire un RAIF occorrono almeno due investitori e un capitale minimo di 1.250.000 euro, da versare entro dodici mesi dalla costituzione. Il fondo deve adottare uno statuto redatto da notaio lussemburghese e nominare un depositario idoneo, tipicamente una banca o istituto autorizzato in Lussemburgo. L’AIFM, responsabile della gestione del fondo, deve possedere licenza conforme alla Direttiva 2011/61/UE e al regime lussemburghese.
Tempistiche e processi
La rapidità di lancio distingue il RAIF da altri veicoli. La costituzione può richiedere meno di due settimane, a condizione che tutti i documenti siano pronti e le parti coinvolte abbiano esperienza nelle procedure lussemburghesi. L’assenza di autorizzazione preventiva della CSSF consente di iniziare le attività immediatamente dopo la firma dell’atto costitutivo. Il fondo deve essere iscritto presso il Registre de Commerce et des Sociétés (RCS) e comunicare l’avvenuta costituzione all’AED (Administration de l’enregistrement, des domaines et de la TVA) entro venti giorni.
Ruolo dell’AIFM autorizzato
L’AIFM svolge un ruolo centrale nella vigilanza operativa del RAIF. Il gestore garantisce la conformità alle normative AIFMD, supervisiona la gestione del rischio e la valutazione degli attivi, e assicura la trasparenza verso gli investitori. La selezione di un AIFM con esperienza specifica in strategie private equity, immobiliari o infrastrutturali rappresenta una best practice per una governance robusta.
Il RAIF offre agli sponsor una piattaforma efficiente, pronta per lanciare nuove strategie in modo rapido e conforme. Per ulteriori dettagli sulla strutturazione pratica di fondi RAIF, consultate la nostra pagina dedicata ai fondi immobiliari o la sezione servizi di strutturazione dei fondi.
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